22 Giugno '09 / Il Mattino
NASCE LO SPAZIO «137A»
PAOLA DE CIUCEIS
NEGLI ANNI OTTANTA era un locale alla moda dalle atmosfere internazionali, un jazz club dove Andy Warhol e Joseph Beuys, amici di Lucio Amelio, si incontravano per trascorrere con lui e altri le loro serate partenopee. In questi stessi spazi, quelli che al tempo furono dello storico «City Hall Café» di Dino Luglio, al corso Vittorio Emanuele 137°, apre ora i battenti una singolare fabbrica dell’ingegno. Un laboratorio multidisciplinare destinato alla creatività e alla progettazione, a mostre ed eventi che sceglie come nome proprio quello del civico al cui indirizzo si trova: «137a».
Un luogo speciale storicamente dedicato alla cultura contemporanea che ritrova l’antica vocazione per iniziativa di 8 professionisti tra artisti, designer, architetti, fotografi e stilisti uniti dall’idea di lavorare in sinergica autonomia: ossia, nel solco del co-work facendo propria l’attualissima formula associativa che vede un pool di esperti di settori differenti dividere spazi per creare, secondo le occasioni, sempre nuovi ponti di collegamento nel nome di un continuo scambio diretto di pensieri, prodotti, attività. È questo l’impegno di Carla Celestino, Valter Luca De Bartolomeis, Sandra Dipinto, Marialuisa Firpo, Gabriella Grizzuti, Domenico Gioia, Salvatore Matrone e Luciano Romano che da oggi, con un brindisi inaugurale, danno ufficialmente vita a un loro nuovo corso professionale e pongono la prima pietra per una nuova piccola dimora della vena artistica della città. Naturalmente, cercando nutrimento anche nella memoria e nell’esperienza emozionale di cui il posto è intriso.
Un grande open space dalle alte vetrate che ne illuminano gli interni accoglie le singole aree di lavoro tra originali ma coerenti soluzioni d’arredo e ornamentali a fare da scenografia: un corpus di fotografie di Luciano Romano ispirate agli elementi della natura e la video proiezione di un ciclo di citazioni, frasi essenziali dei grandi maestri selezionate dai protagonisti dell’iniziativa e da loro stessi realizzati a mano, in calligrafia, per sintetizzare gli obiettivi del gruppo: da «Semplificare è un lavoro difficile ed esige molta creatività» o il «Quando qualcuno dice questo lo so fare anch’io, vuol dire che lo sa rifare, altrimenti lo avrebbe già fatto prima» di Bruno Munari, a «Il segreto per annoiare sta nel dire tutto» dai Discours en vers sur l’homme di Voltaire, fino a «La creatività richiede il coraggio di abbandonare le certezze» di Eric Fromm.