dal cibo al design
ideazione
Marialuisa Firpo
Gabriella Grizzuti
allestimento
Carla Celestino
traduzioni gastronomiche di
Carla Celestino
Valter Luca de Bartolomeis
Sandra Dipinto
Marialuisa Firpo
Domenico Gioia
Gabriella Grizzuti
Salvatore Matrone
Luciano Romano
Nicoletta Rondinella
special guest
Paolo Altieri
Gianfranco di Vito
Raffaela Mariniello
originali di
Angelo Carannante
Rosaria Galdiero
Stefano Giancotti
VERITAS Restaurant
venerdì 9 ottobre 2009
ore 20,30
137A
corso Vittorio Emanuele 137A
www.137a.it
in occasione di
DESIGN PER
AIAP – Associazione Italiana
per la comunicazione visiva
Settimana internazionale
della grafica
Napoli
6-11 ottobre 2009
per informazioni: Gabriella Grizzuti 081 060 66 17 - 333 447 55 88
Il Palato immaginario nasce da un’idea di Marialuisa Firpo e Gabriella Grizzuti e da una serie di “conversazioni gastronomiche” al Veritas Restaurant con Stefano Giancotti e il suo staff.
Il progetto considera le analogie di metodo tra l’ideazione di un piatto e il design di oggetti o la composizione di immagini strutturate. Mettere insieme ingredienti, consistenze, texture, temperature, forme e colori, bilanciare contrasti, equilibri e sorprese, evocare ed emozionare: il lavoro dello chef si può con un’ottima approssimazione sovrapporre a quello del designer.
In fondo cambiano i materiali ma regole e idee restano invariate.
Su queste basi, Carla Celestino, Valter Luca de Bartolomeis, Sandra Dipinto, Marialuisa Firpo, Domenico Gioia, Gabriella Grizzuti, Salvatore Matrone, Luciano Romano e Nicoletta Rondinella
co-worker dello spazio napoletano 137A, special guest Paolo Altieri, Gianfranco di Vito e Raffaela Mariniello, hanno realizzato una serie di “traduzioni gastronomiche”.
I lavori trasportano e, appunto, traducono sensazioni, significati ed emozioni di un menu di quattro portate composto per l’occasione da Stefano Giancotti e dallo chef Angelo Carannante.
L’insieme dei progetti, che spaziano dalla video-arte alla fotografia, alle installazioni sensoriali uditive, visive e tattili, alla tipografia, al design del gioiello, saranno presentati con l’allestimento di Carla Celestino durante una serata-evento in occasione di Design Per, settimana internazionale della grafica promossa a Napoli dall’AIAP.
Progetti e persone
Carla Celestino
Invertendo l’ordine dei fattori…
Diversamente dalla matematica, in cucina, invertendo l’ordine degli ingredienti, il prodotto cambia… in termini di composizione cromatica, di gusto, di consistenza…
Estrapolando i singoli ingredienti dei piatti ideati dallo chef e riproducendoli su lucido, si stimola il fruitore a sperimentare nuovi accostamenti e sovrapposizioni, ottenendo personali e infiniti “prodotti”.
Un omaggio a Bruno Munari.
Carla Celestino, architetto, specializzata in Exhibit Design alla Domus Academy di Milano, si occupa di interni, di allestimenti di negozi (come la libreria White Star di Milano), museali, fieristici. È stata direttore tecnico di cantieri di multiplex a Parigi e Caserta.
Valter Luca de Bartolomeis e Domenico Gioia
Cosa c’è per cena?
Il cibo è capace di generare molti piaceri oltre quello del palato. Cosa c’è per cena? è una traduzione di consistenze e contrasti, che il fruitore dovrà interpretare; le scritte, i segni, i colori hanno in questo progetto la leggerezza, la sostanza, la morbidezza dei cibi cui alludono, in una ricerca di corrispondenza tra codici diversi per un’analoga esperienza sensoriale.
Valter Luca De Bartolomeis, architetto, lavora e svolge attività di ricerca nel campo dell’architettura, del design, della pubblicità e della comunicazione visiva. Collabora con diverse riviste del settore e svolge attività didattica presso università e scuole italiane e straniere. Di recente ha lavorato per la Provincia di Agrigento, la Fondazione Orestiadi di Gibellina, la Erg Petroli, l’Assessorato ai Beni Culturali di Napoli.
Domenico Gioia, web, graphic e interior designer. Attivo in Italia e all’estero, è consulente d’immagine per Labcaffè ed Euchia.
Insieme hanno fondato l’agenzia pubblicitaria White Paper.
Sandra Dipinto
Gioie e sapori
Cromatismi e fogge del gusto, interpretati come gioielli, evocano preziose suggestioni gastronomiche da indossare.
Pietre semipreziose e PVC, dosati come gli ingredienti dei piatti, si incontrano in nuove composizioni.
Sandra Dipinto, designer di accessori, collabora con importanti griffe del settore della moda. Recentemente ha realizzato una propria linea di accessori utilizzando materiali innovativi trasformati in oggetti che diventano sculture del corpo dai colori tenui con effetto trasparente.
Gianfranco di Vito
Il menu dell’anima
Il cibo, la sua architettura nel piatto, gli ingredienti, come metafore, segni, oggetti di comunicazione che rimandano a “categorie dello spirito”, è questa l’idea che sottintende il video il menu dell’anima di Gianfranco di Vito. Ogni singola portata evoca dei valori che vengono analizzati da personaggi che il regista documentarista ha incontrato nel corse degli anni durante il suo lavoro in giro per l’Europa: da Lars von Trier ad Adolfo Natalini.
Gianfranco di Vito, napoletano, è uno dei primi registi televisivi italiani ad aver considerato l’utilizzo produttivo delle tecnologie digitali. Professionista dalle diverse esperienze, dal documentario al filmato istituzionale alla videodanza, ha spesso collaborato con emittenti televisive europee, come BBC ONE, MTV, SkyTV ed Artè in Europa, RAI, Mediaset e Tele+ in Italia.
Marialuisa Firpo
La voce del sapore
Una traduzione in cui i piatti si compongono e si scompongono in parole, immagini e voce, restituendo suggestioni sonore e visive.
Marialuisa Firpo, designer, si occupa di aspetti diversi della comunicazione, dal disegno di tessuti all’allestimento di mostre dalla comunicazione aziendale sociale o culturale alla progettazione di gadget.
Gabriella Grizzuti
Piatti di carte, ovvero cibo per le mani
Se un piatto si fa libro, il cibo si fa carta; mangiare diventa sfogliare, gustare diventa toccare.
Marcature filigrane e “mano” delle pagine sono gli ingredienti per nuove composizioni in forma di libri bianchi, da assaporare con le dita.
Gabriella Grizzuti, designer, fondatrice dello studio ZABO, lavora nel settore dell’editoria, l’immagine coordinata, l’exhibit design. Tra i lavori recenti la mostra sui cantieri dell’archeologia della linea 1 per Metropolitana di Napoli, il restyling dell’immagine del Grand Hotel Cocumella di Sorrento, la grafica per l’allestimento della mostra sul restauro del Teatro di San Carlo al salone del Restauro di Ferrara. Ricerca e sperimenta nel campo della calligrafia e delle scritture.
Salvatore Matrone
Colori e caratteri del gusto.
Il gusto non ha necessariamente a che fare con la lingua, ma si può identificare con una vibrazione interiore che stimola gli altri sensi e altri organi.
Composizioni tipografiche del menu, definendo precise corrispondenze intersensoriali, attribuendo ad ogni gusto (il dolce, l’acido, l’aspro, l’agro, il salato, il piccante, l’amaro) un colore e uno stile tipografico.
Salvatore Matrone si occupa di identità visiva e web design. Dopo aver collaborato come freelance con diversi studi a Napoli e Milano apre nel 2006 Metodo ID, studio di graphic-design, struttura aperta e flessibile, che collabora con professionisti che provengono da diversi campi.
Luciano Romano
L’appetito vien guardando
Uno sguardo obliquo che evoca la memoria di sapori ed odori messi in luce.
Luciano Romano. Fotografo, storico collaboratore di Franco Maria Ricci, ha lavorato per Peter Greenaway, Bob Wilson, il Teatro di San Carlo di Napoli, il Guggenheim Museum di New York, il Museo del Design alla Triennale di Milano. Ha esposto sue opere al MAXXI e alla Biblioteca Nazionale di Roma, alla Biennale di Architettura di Venezia, all’Académie Royale di Bruxelles, al Palazzo Reale a Napoli. È stato finalista del Prix BMW-Paris Photo e ha ottenuto il secondo premio per il progetto Atlante Italiano 003 dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali con la Triennale di Milano. È docente di fotografia presso l’Accademia del Teatro alla Scala di Milano e l’Accademia di Belle Arti di Napoli.
Nicoletta Rondinella con Cinzia Maconi
… impiattando
Immagini sfocate dei singoli elementi si compongono e si scompongono a creare tablette ogni volta nuove. Uno stimolo per l’immaginazione e il gusto.
Nicoletta Rondinella, architetto napoletano, specializzata in allestimenti fieristici e mostre.
In collaborazione con lo studio Gris ha lavorato in Italia e all’estero per la realizzazione di eventi fieristici e progetti museali. Collabora con la onlus TheCO2 per la realizzazione di progetti sociali.
Angelo Carannante, Rosaria Galdiero, Stefano Giancotti
Veritas Restaurant
La materia originale
Il menu del Veritas, interpretrato anche secondo i canoni della comunicazione visiva, nasce dall’idea di proporre dei piatti con prodotti del territorio o quantomeno di uso comune e quindi facilmente riconoscibili, elaborati in chiave moderna. Con qualche contaminazione, che è già una forma d’arte…
Il Veritas vuole essere un luogo dell’anima. Un posto dove cibo e il vino si incontrano per soddisfare i nostri sensi e rilassare la nostra mente.
Entusiasmo, applicazione, energie, competenze, progetti, voglia di innovare. Non senza la passione e la voglia dei ragazzi di sala e di cucina e il talento del nostro giovane grande chef: Angelo Carannante.